Caso Battisti

Caso Battisti: probabile il sì brasiliano
all’estradizione, ma a una condizione

La condanna all’ergastolo dovrà essere ridotta a 30 anni di detenzione. Ma l’ultima parola spetta a Lula

Il Brasile probabilmente estraderà in Italia il terrorista Cesare Battisti, ma a una condizione. Secondo il quotidiano O Estato de S.Paulo, il Supremo tribunale federale-Stf (la Corte costituzionale brasiliana) approverà il ricorso dell’Italia e dirà sì all’estradizione di Battisti, condizionandola però alla conversione della condanna dall’ergastolo a 30 anni di detenzione, il massimo previsto dalla Costituzione brasiliana.

ULTIMA PAROLA A LULA – Il quotidi0KFP068A--140x180.jpgano brasiliano fa un’ampia analisi del caso Battisti e dei precedenti, concludendo con la quasi certezza che l’Stf considererà illegale l’asilo politico concesso al terrorista dei Proletari armati per il comunismo dal ministro della Giustizia, Tarso Genro, e approverà quindi l’estradizione verso l’Italia. Ferma restando la possibilità che, in ultima istanza, il presidente brasiliano Lula intervenga per dare appoggio politico al suo ministro, o invece segua le decisioni della corte suprema, anche in nome dei buoni rapporti tra Italia e Brasile. Lo scorso 19 febbraio Battisti aveva inviato tramite i suoi avvocati una lettera in cui chiedeva «all’Italia cristiana» di perdonarlo.

Caso Battistiultima modifica: 2009-03-01T17:19:49+01:00da doc1a
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