FIAT ALL’ASSALTO DI OPEL, “PIÙ DEL 50% DI CHANCE”

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«La Fiat ha più del 50% di possibilità di farcela nella sfida per Opel». Lo ha detto – secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa – l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ai suoi collaboratori, ai quali ha anche spiegato che «la sovrapposizione fra Fiat e Opel non è scontato che si traduca in esuberi di personale». «La nostra è l’unica offerta con contenuti e valori industriali. Le altre – ha aggiunto – o non hanno consistenza produttiva o sono sostanzialmente finanziarie». 

TRE I PIANI Alla fine, sulla scrivania del ministro dell’Economia tedesco Karl-Theodor zu Guttenber (Csu), sono arrivati tre piani per l’acquisto della Opel, di cui uno – quello targato Fiat – prevede anche l’assorbimento delle attività della Vauxhall, in Inghilterra. Il governo tedesco non ha confermato ufficialmente la presentazione delle offerte, ma secondo un portavoce di Gm Europe si tratta – oltre alla Fiat – del gruppo austro-canadese Magna, alleato alla casa automobilistica russa Gaz, e del fondo d’investimento belga Rhj, controllato dal fondo di private equity americano Ripplewood. È probabile che Berlino si metta al lavoro immediatamente per studiare le offerte, visto che punta a una decisione sul futuro della Opel durante «questa, al massimo all’inizio della prossima settimana», come ha sottolineato il ministro del Lavoro, Olaf Scholz. «Non abbiamo molto tempo», ha detto Scholz, anche perchè il suo collega Guttenberg sta pensando di tornare negli Usa alla guida di un team di negoziatori già alla fine di questa settimana, in vista dell’imminente scadenza fissata da Washington per la Gm. Il tempo stringe, quindi, ma Berlino ci tiene a sottolineare che tutto è ancora da decidere. A chi chiedeva oggi un commento sull’ottimismo del ministro dello Sviluppo economico Claudio Sacajola (ci sono «buone possibilita» che la Fiat chiuda con Opel), infatti, il portavoce di Guttenberg, Steffen Moritz, ha risposto: nella corsa per l’acquisizione della Opel «non ci sono favoriti». Eppure non tutti la pensano come lui. Tra questi c’è Hendrik Hering, il ministro dell’Economia della Renania Palatinato, la regione in cui si trova l’impianto di Kaiserslautern, cioè quello che originariamente la Fiat voleva ridimensionare. È il piano Magna che ha le migliori possibilità di farcela, ha infatti detto oggi Hering. Certo è che il consorzio Magna-Gaz-Sberbank sta puntando molto – fin dall’inizio – sul gradimento dei sindacati e quindi delle regioni. Tanto che, secondo l’Handelsblatt, già all’inizio della settimana prossima presenterà il suo piano al consiglio di fabbrica del costruttore tedesco. Secondo recenti indiscrezioni, Magna e Gaz propongono di acquistare la maggioranza della Opel con l’appoggio finanziario della banca russa Sberbank per creare un nuovo gruppo mondiale capace di produrre fino a cinque milioni di vetture all’anno. La Fiat, da parte sua, punta alla creazione di un colosso che integrerà le attività di Fiat Group Automobiles, inclusa la partecipazione in Chrysler, e di Opel. Da questo matrimonio, secondo il Financial Times, nascerebbe la seconda casa automobilistica al mondo dopo la Toyota, con un fatturato di circa 80 miliardi di euro e vendite per 6-7 milioni di auto all’anno. Nel frattempo prende corpo a tappe forzate la proposta di Guttenberg per un’eventuale amministrazione fiduciaria temporanea della Opel, che darebbe alla società la possibilità di sopravvivere – in caso di insolvenza della casa madre americana – grazie a finanziamenti ponte per 1,5 miliardi di euro. Dopo un incontro ieri a Berlino tra governo, regioni e rappresentanti di banche pubbliche, i ministeri del Tesoro dei quattro Land in cui si trovano gli stabilimenti della società si sono impegnati a fornire prestiti per 750 milioni di euro, mentre i rimanenti 750 arriverebbero dal governo federale. La quota regionale verrebbe così ripartita: l’Assia, dove si trovano il quartier generale e la fabbrica di Ruesselsheim, parteciperebbe con 447 milioni di euro; la Renania Palatinato (Kaiserslautern) con 102 milioni di euro; il Nord Reno-Westfalia (Bochum) con 150 milioni di euro e la Turingia (Eisenach) con 51 milioni di euro.

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