Il cioccolato, alimento o trattamento?

cioccolato.jpgÈ stato a lungo ipotizzato che il consumo di cioccolato possa ridurre il rischio di malattie cardiovascolari grazie alle alte concentrazioni nel cacao di acido stearico e flavonoidi antiossidanti. Tuttavia, il dibattito sugli effetti a lungo termine di questo alimento è ancora aperto.

Frutta, verdura, tè, vino rosso e cioccolato sono le maggiori fonti di antiossidanti, i quali hanno effetti protettivi sul sistema cardiovascolare. Una classe di antiossidanti, i flavonoidi (comunemente presenti negli alimenti sopra menzionati), in particolare la procianidina contenuta in elevata quantità nella cioccolata, ha da tempo attratto l’attenzione dei ricercatori per la sua potenziale capacità di ridurre il rischio di malattia coronarica. La modifica più probabile sembra sia legata alla riduzione delle LDL ossidate, che usualmente sotto questa forma vengono catturate dai macrofagi dando origine alle cellule schiumose e successivamente alla placca ateromatosa.
 
Il burro di cacao, grasso derivato dalla pianta del cacao e presente in grande quantità nel cioccolato fondente, contiene il 33% di acido oleico, il 25% di acido palmitico e il 33% di acido stearico; questi ultimi due sono acidi grassi saturi, che influenzano l’aumento della colesterolemia totale e della LDL-colesterolemia. Dal momento che i prodotti a base di cacao presentano proprietà antiossidanti e contengono quantità di flavonoidi maggiori rispetto al tè e al vino rosso, è interessante valutare i potenziali effetti del cioccolato sulle patologie cardiovascolari.
 
Finora sono stati condotti diversi studi sperimentali a breve termine per valutare gli effetti cardiovascolari intermedi di cioccolato e cacao e numerosi studi epidemiologici per indagare l’associazione tra acido stearico e flavonoidi ed esiti cardiovascolari totali. Tuttavia, ad oggi non sono state condotte sperimentazioni randomizzate a lungo termine degli effetti del cioccolato sugli eventi cardiovascolari. Una revisione sistematica, recentemente condotta da alcuni ricercatori di Harvard, ha esaminato le evidenze sperimentali ed epidemiologiche dei prodotti a base di cacao e cioccolato.
 
In particolare, i ricercatori hanno valutato i controversi benefici dei componenti del cioccolato, acido stearico e flavonoidi, hanno revisionato i loro effetti sui fattori di rischio cardiovascolare intermedi e sugli end point, e hanno infine condotto una metanalisi di alcuni studi prospettici su flavonoidi e rischio di mortalità cardiovascolare. Sono stati selezionati studi clinici osservazionali e sperimentali pubblicati su Medline dal gennaio 1965 al giugno 2005. Approssimativamente, sono stati revisionati 400 studi.
 
Di questi, sono state selezionate 136 pubblicazioni sulla base della rilevanza, della potenza e della qualità del disegno e dei metodi dello studio. Nella tabella I sono riassunti alcuni dei principali trial randomizzati che hanno preso in esame gli effetti di alimenti a base di cacao e cioccolato. A questi si aggiungono gli studi osservazionali, distinti in due gruppi: studi che hanno considerato gli effetti dell’acido stearico contenuto nel ciocco-lato (tabella II) e studi che si sono concentrati sull’azione dei flavonoidi (tabella III). Nel complesso, sia gli studi randomizzati sia gli studi osservazionali suggeriscono che il cacao e il cioccolato possono avere effetti benefici sul rischio di malattia cardiovascolare, grazie ai seguenti effetti:

• diminuzione della pressione sanguigna;
• effetto anti-infiammatorio;
• funzione antipiastrinica;
• aumento del colesterolo HDL;
• diminuzione della ossidazione LDL.

In particolare, dal gruppo di studi sull’acido stearico si ricava che quest’ultimo potrebbe non influenzare la colesterolemia LDL, né ridurre l’HDL, ma addirittura abbassare in modo benefico la trigliceridemia (tabella II), mentre gli studi prospettici sui flavonoidi suggeriscono che il contenuto di flavonoidi nel cioccolato può ridurre il rischio cardiovascolare (tabella III), perché attraverso l’azione antiossidante e antinfiammatoria riducono la pressione sanguigna ed aumentano l’HDL. La metanalisi condotta su questi ultimi studi indica che l’assunzione di flavonoidi può far diminuire il rischio di mortalità per malattia cardiovascolare (CHD, dall’inglese Coronary Heart Disease): RR = 0,81 (IC 95%: 0,71-0,92). Il cacao è l’alimento con il più alto contenuto di flavonoidi e polifenoli (una classe di antiossidanti), e più la cioccolata è amara più è alta la concentrazione di cacao e quindi di flavonoidi e polifenoli.

Conclusioni
Nella revisione sistematica, le diverse prove che emergono sia dagli studi osservazionali sia dai trial randomizzati suggeriscono che l’effetto dell’acido stearico può essere neutrale, mentre i flavonoidi sembrano avere un effetto protettivo contro le malattie cardiovascolari. Questa ultima evidenza è ben supportata dal gruppo di studi osservazionali prospettici il quale suggerisce che i flavonoidi possono diminuire il rischio di mortalità per malattia cardiovascolare. Sebbene sia stato stimato che mangiare 50g/die di cioccolato amaro può ridurre il rischio di malattia cardiovascolare del 10,5% (IC 95%: 7,0%-13,5%)32 , queste stime sono basate sui risultati di studi di breve durata.

Pertanto, bisognerà attendere i risultati di trial randomizzati a lungo termine, al fine di valutare meglio l’impatto del consumo di cioccolato sugli eventi cardiovascolari.

Il cioccolato, alimento o trattamento?ultima modifica: 2009-05-26T11:23:51+02:00da doc1a
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