AZOUZ ESPULSO DALL’ITALIA PER UNA CONDANNA DI DROGA

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Un bacio alla nuova compagna, un saluto al socio d’affari, una pacca sulla spalla al suo legale. «Tranquilli è parecchio che non torno a casa, sono contento di rivedere i miei – ha esclamato – tanto sono sicuro che tornero». Azouz Marzouk, il tunisino che nella strage di Erba ha perso la moglie, il figlio di due anni e la suocera, ha lasciato l’Italia in base ad un provvedimento di espulsione legato ad una condanna per droga. Un volo lo ha portato da Linate a Roma, destinazione Tunisi. Persona ‘socialmente pericolosa’: così è stato definito dal Tribunale di sorveglianza di Varese il tunisino che dopo il massacro dell’11 dicembre 2006 era diventato un personaggio, invitato in tv, inseguito dai fotografi. Neppure un anno dopo, il primo dicembre 2007, era stato arrestato per spaccio di droga.
ANCHE IN CARCERE Era finito nel carcere di Vigevano, poi aveva ottenuto gli arresti domiciliari ma si era fatto beccare mentre ospitava un cugino clandestino e così era tornato dietro le sbarre. Patteggiata una pena di 13 mesi era uscito dal carcere il 30 dicembre scorso. Qualche mese per rifarsi una vita, aprire un bar a Lecco con un socio, trovare una nuova fidanzata, una ragazza lecchese di 21 anni. Ma sempre con quel provvedimento di espulsione – condizione che era stata posta per accedere al patteggiamento – ad attenderlo. Oggi è scoccata l’ora. «Lo sapevamo, quindi Azouz era pronto – ha raccontato il suo legale Roberto Tropenscovino – Io credo che ci siano persone ben più pericolose di lui in circolazione, comunque è giusto che la giustizia faccia il suo corso, io ho già presentato ricorso contro il provvedimento, in ogni caso Azouz deve tornare per il processo di appello per la strage». Il borsone pronto, il tunisino, 28 anni, ha sorriso ai poliziotti che lo hanno accompagnato all’aeroporto di Linate. Volo per Roma delle 18, quindi imbarco per la Tunisia. «Avvocato l’aspetto a casa mia», ha detto al suo legale.
TORNA A TUNISI Casa sua è a Zaghouan, vicino Tunisi, dove Azouz ha voluto venissero seppelliti la moglie Raffaella Castagna e il figlio Youssef. Lui era là anche quella sera dell’11 dicembre 2006 quando la sua famiglia veniva massacrata. Era andato a trovare i suoi genitori in Tunisia e proprio la sua assenza aveva per qualche ora indotto gli investigatori a pensare che fosse lui l’assassino. Invece ad uccidere Raffaella, il figlio, la suocera Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini e a ridurre in fin di vita il marito di quest’ultima, Mario Frigerio, erano stati altri vicini, Rosa Bazzi e Olindo Romano. Almeno così ha stabilito, nel novembre scorso, la Corte d’Assise di Como che ha condannato i coniugi all’ergastolo. Dopo la strage Azouz aveva vissuto un periodo di grande notorietà, tra inviti, feste, offerte di lavoro. Il lutto gli stava spalancando una nuova vita. Abiti alla moda, auto di lusso, cene nei ristoranti più eleganti, tante donne pronte a consolare quel bel vedovo, tono di voce basso, lo sguardo triste, pochi sorrisi. Ma quando è finito di nuovo nei guai, quel mondo gli ha rapidamente girato le spalle. Uscito dal carcere alla fine dell’anno scorso aveva fatto fatica a ritrovare una vita normale. Ci aveva provato a Torino, dove era diventato l’attrazione di feste ed eventi. Quindi è tornato a Lecco. Un bar con un socio, la nuova storia d’amore, una quotidianità forse più anonima ma ordinata. È la vita alla quale Azouz spera ora di tornare al più presto.

AZOUZ ESPULSO DALL’ITALIA PER UNA CONDANNA DI DROGAultima modifica: 2009-05-31T11:26:18+02:00da doc1a
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